PROTOCOLLO RIABILITATIVO POST-OPERATORIO L.C.A

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In questo tipo di lesioni è molto importante, oltre alla perfetta riuscita dell’intervento chirurgico che dovrà ridare stabilità all’articolazione, un intervento riabilitativo immediato che accompagni il paziente fino alla completa guarigione. La riabilitazione, che spesso viene poco considerata, risulta quindi fondamentale per permettere al paziente la completa guarigione e il ritorno all’attività sportiva.
Il programma riabilitativo post-operatorio è basato su validi presupposti biomeccanici, deve quindi essere una traccia sulla quale confezionare un trattamento personalizzato. Altrettanto importante sarà il controllo periodico del paziente, dopo ogni fase, per apportare le modifiche necessarie ed ottenere così il massimo risultato terapeutico.
In questo tipo di lesioni il recupero non deve essere brusco, ma progressivo. Tutti gli esercizi devono essere eseguiti senza paura, ma anche con confort, senza forzare e senza eccessivo dolore. Una riabilitazione accelerata o troppo aggressiva può pregiudicare il risultato finale. Lo scopo della riabilitazione dopo la ricostruzione del legamento crociato anteriore è quello di raggiungere:

– Riduzione dello stato doloroso e/o infiammatorio
– L’escursione articolare
– La forza muscolare
– Recupero della deambulazione
– Ritorno all’attività sportiva

Il recupero deve avvenire nel più breve tempo possibile, ma senza danneggiare la “ligamentizzazione” (attecchimento e vascolarizzazione) del trapianto, che matura progressivamente in sei mesi. Bisogna, quindi, evitare trazioni sul neo-legamento che possano superare la sua resistenza, nelle relative fasi di maturazione, per questo motivo le modalità di esecuzione degli esercizi e l’arco di movimento /ROM) devono essere assolutamente rispettati. Per fare ciò ci avvaliamo di alcune tecniche come la mobilizzazione passiva continua, l’elettrostimolazione e il biofeedback che sono utili come completamento alle tecniche di allenamento convenzionali.
Il ruolo della propriocezione del ginocchio è fondamentale, è stato dimostrato che un’alterata propriocezione riduce la capacità dell’individuo di proteggere il ginocchio e probabilmente sottopone il LCA a traumatismi ripetuti quindi è molto importante educare il paziente con corretti esercizi propriocettivi di difficoltà progressiva.
Dopo la ricostruzione del L.C.A. e la riabilitazione, la valutazione clinica che comprende il test muscolare e la misura della lassità non è ben correlata alle capacità funzionali del singolo paziente. Le modalità della valutazione sono state sviluppate per verificare i risultati chirurgici e terapeutici e la capacità del paziente di ritornare alle sue normali attività. Se il paziente supera tutti i test potrà riprendere tranquillamente l’attività sportiva a 6 mesi dall’intervento. Il programma di lavoro non deve comunque interrompersi con la restituzione del paziente alla pratica sportiva, ma deve continuare per diverso tempo dopo il ritorno al’ attività sportiva, per evitare lesioni. In particolare non dovranno essere abbandonati gli esercizi per il mantenimento della completa articolarità e il potenziamento muscolare.

P.T Gaspare Squirtieri